Cinque motivi per non votare 5Stelle alle amministrative

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Le elezioni amministrative del 5 giugno si avvicinano e, secondo i sondaggi, stavolta il Movimento 5 Stelle ha la grande occasione per fare il colpo grosso, aumentando esponenzialmente il numero di città sotto il proprio controllo. Oltre alla crescita del Movimento e alla progressiva fidelizzazione della base dei votanti, a giocare a favore dei candidati grillini è il probabile supporto al ballottaggio dei voti della Lega e di tutto il fronte anti-renziano, che non perderanno la ghiotta occasione di usare queste elezioni per indebolire la posizione del governo.

Ma se nelle passate elezioni amministrative si poteva aver la tentazione di votare il Movimento 5 Stelle per “metterlo alla prova” o per “fare un dispetto a Renzi/Berlusconi”, stavolta una scelta simile presenta  una serie di rischi che non andrebbero sottovalutati da chi ancora possiede un minimo di senso critico.

  1. A Roma, Bologna e Torino tutti i candidati del M5S  hanno dovuto firmare un contratto che di fatto priva il Sindaco e il consiglio comunale della propria autonomia. Clausole come «Le proposte di nomina dei collaboratori (7b) dovranno preventivamente esser approvate dallo staff coordinato dai garanti del M5S» e «Le proposte di atti di alta amministrazione, e le questioni giuridicamente complesse verranno preventivamente sottoposte a parere tecnico legale a cura dello staff coordinato dai garanti del M5S» oltre ad essere illegali non fanno altro che commissariare questi comuni sotto il controllo di un organo centrale non eletto dai cittadini. Lo stesso organo centrale che in qualunque momento può obbligare un eletto a dimettersi «qualora sia ritenuto inadempiente al presente codice con decisione assunta da Beppe Grillo o Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti M5S mediante consultazione online». E la disobbedienza stavolta costerà cara, vista la multa di 150.000 euro per chi trasgredisce agli ordini.
  2. È evidente che il contratto sarà una pesantissima spada di Damocle sopra la testa dei sindaci pentastellati. Con la legislazione attuale i rischi per un amministratore locale sono innumerevoli, qualsiasi bando o nomina può portare a indagini e denunce da parte degli esclusi. Queste indagini per un amministrazione normale sono solo delle noie legali, ma come già visto nei casi di Parma, Livorno e Quarto in caso di amministrazione cinque stelle porterebbero allo psicodramma e alla fine della legislatura. Come si comporteranno allora gli amministratori M5S quando saranno chiamati a delle scelte più complesse rispetto al riparare una buca stradale? La cosa più probabile è un aumento esponenziale dei tempi per ogni atto amministrativo e il ricorso esasperato al parere “dall’alto” per minimizzare i rischi, col risultato di ridurre ulteriormente la già poca autonomia dei comuni.
  3. Per trovare qualcuno in grado di governare una città in condizioni simili, sarebbe stata necessaria un’accurata selezione fra le migliori menti politiche rimaste in Italia. Le “Comunarie 5 Stelle” sono state invece la solita farsa, con il picco raggiunto a Milano dove Patrizia Bedori è prima stata eletta candidato sindaco da meno di 300 persone, e poi fatta ritirare a pochi mesi dalle elezioni perché poco telegenica e sgradita a Casaleggio. Non che dalle altre parti sia andata meglio; a Bologna troviamo Massimo Bugani, candidato unico imposto dall’alto senza votazioni, a Napoli invece il milanese Matteo Brambilla si trova candidato sindaco con soli 276 voti. Questo per tacere della selezione dei consiglieri comunali, fatta in base alla semplice anzianità di tessera e non in base a criteri di merito. Certo, rimangono sempre gli assessori “chiamati in base al curriculum”, ma chi giudicherà i CV e in base a quali criteri? La risposta ce la dà ancora il famoso contratto: sarà il misterioso (e non eletto) “staff coordinato dai garanti del M5S” a decidere tutto.
  4. Il M5S correrà da solo in tutti i comuni e ha già annunciato che non accetterà alleanze con nessun altro partito, nemmeno ai ballottaggi. Questo è uno dei principi fondanti del Movimento, ma se applicato al governo di un comune si è già potuto verificare che porta rapidamente allo sfascio. In tutti i consigli comunali presieduti dai grillini il clima è di guerra permanente, con le opposizioni pronte ad approfittare di ogni passo falso della giunta spesso anche a costo di sacrificare il bene comune del paese. E le giunte grilline, quasi sempre inesperte, di passi falsi ne fanno parecchi. Inoltre l’elevato tasso di litigiosità interna degli attivisti 5 stelle ha già portato diversi comuni fra cui Parma, Assemini, e Ragusa a trovarsi con maggioranze risicatissime causate da dimissioni e passaggi all’opposizione. Basterà l’annunciata multa di  150.000 euro a bloccare i dissidenti?
  5. Al netto della propaganda grillina che descrive tutti i sindaci 5 stelle come fulgidi esempi di buon governo, i fatti hanno sinora dimostrato che i risultati ottenuti sono  ben al di sotto delle aspettative. Per una Pomezia dove Fabio Fucci è riuscito a risanare un bilancio in rosso di 7 milioni senza alzare le tasse (anche se con delle ombre), abbiamo una Civitavecchia che sta andando dritta verso il default nonostante il sindaco Cozzolino abbia portato al massimo le aliquote Irpef e Imu, aumentato del 10% la Tari e portato la tari dal 2% al 2,5%. A Bagheria il sindaco e un assessore abitano in una casa abusiva. Ad Assemini la tanto pubblicizzata riduzione della TASI è stata compensata dall’aumento della TARI e da un peggioramento netto del servizio di raccolta dei rifiuti che ha portato 8000 cittadini (su 30000) a firmare una petizione per bloccare il nuovo bando igiene urbana proposto dal comune. A Livorno Nogarin ha disatteso quasi tutte le promesse elettorali tagliando indiscriminatamente sul sociale e sui trasporti pubblici, prima di venire travolto dall’inchiesta sull’AAMPS lasciatagli gentilmente in eredità dalla precedente giunta PD. Tutto questo tacendo dei 3 comuni (Quarto, Gela, Comacchio) che hanno perso la certificazione 5 stelle, a cui presto si aggiungerà anche Parma. È vero che in quasi tutti i casi il M5S si è imposto in città dove il malgoverno aveva fatto più danni delle locuste, ma alla prova dei fatti  anche i novelli paladini dell’onestà hanno provato sulla propria pelle che non basta tagliarsi il gettone di presenza per governare bene una città.

Riassumendo, votando i sindaci M5S metterete il vostro comune nelle mani di persone senza particolari doti a parte il Certificato Penale immacolato, scelte con una manciata di voti in base all’anzianità di tessera nel M5S, che governeranno sotto la costante minaccia di un contratto-capestro firmato con un misterioso Staff non eletto da nessuno, e che al primo avviso di garanzia verranno processate sommariamente su internet da migliaia di fanatici dell’integrità. Tutto sommato a me non sembra una buona idea, ma forse sono io a non essere abbastanza onesto.

 

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4 thoughts on “Cinque motivi per non votare 5Stelle alle amministrative

  1. Io non voglio entrare nella discussione ad ampio respiro, ma entro in un dettaglio per me fondamentale e che purtroppo fa di 5 stelle un partito o movimento come si voglia chiamare, monocratico nella democrazia. E questo e’ un pericolo per la democrazia. E mi riferisco alla selezione. Impedire ad una persona onesta, moralmente integra, mai cinvolta in scandali o denunce e condanne per atti amministrativi, a candidarsi in 5 stelle, condividendo idee e programmi, solo perche’ ha gia’ fatto il consigliere comunale in altri schieramenti politici o solo candidato. Su questo punto vorrei discuterne con il cosiddetto Direttorio, ma contattato DiMaio e DiBattista tramite la rete tanta amata da loro, ma ad oggi non pervenuti entrambi. Allora di chi e di cosa parliamo. Prima regola di un cittadino che ricopre un ruolo politico e’ rispondere a chi ti pone un problema. Questi non sono ancora nessuno e gia’ si considerano alieni che vivono in un mondo del tutto virtuale e al difuori della vera realta’. Stiamo attenti che di questo passo si va diritti alla tanta vituperata dittatura. Solo che adesso non ci viene imposta ma ci stiamo andando noi cittadini normali grazie al fanatismo di tanti. Non sono certamente i 5 stelli i puritani della societa’ civile che fanno la selezione con quelle regole assurde e Hitleriane, come se andassero alla ricerca della razza pura. Meditate e meditiamo. L’Italia va rifondata ma non certamente da incompetenti che conoscono solo la protesta e che dove amministrano hanno ampiamente dimostrato la loro assoluta incapacita’ e incompetenza.

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  2. Riccardo, concordo con molto di quello che hai scritto. Il mio é un punto di vista da non simpatizzante, e quindi mette maggiore enfasi sui lati negativi, il tuo é una perfetta critica che riequilibra il mio articolo. E’ vero come dici tu che quello che sta accadendo nel Movimento 5 Stelle non é diverso da quello che accade giá negli altri partiti, ma da un Movimento che si é sempre proclamato diverso ci si attendeva qualcosa di meglio.

    Il sistema dei MeetUp sul territorio é ancora terribilmente disorganizzato, e secondo me non é in grado di esprimere il meglio che il Movimento puó dare. I nuovi iscritti sono trattati con sospetto dai vecchi e lasciati ai margini delle decisioni, nonostante il mantra dell’ “Uno vale Uno”. Sembra che la data di iscrizione al Movimento valga come bigliettino della lista d’attesa alle poste: io mi sono prenotato prima, tu aspetta le prossime elezioni. Quanti candidati “trombati” alle politiche/europee/regionali si stanno ripresentando alle comunali? Non é certo questo il modo di fare politica nuova, qui stiamo solo scimmiottando in peggio i vecchi partiti.

    Io fino a qualche tempo fa sarei stato anche disposto a votare un buon candidato sindaco espresso dal M5S, probablimente a Parma avrei votato Pizzarotti o a Pomezia Fucci; adesso pensare di votare un candidato che deve far validare le sue decisioni da un organo centrale su cui non ho potere mi fa rabbrividire. Pensare che al primo problema il sindaco verrá attaccato non solo dalle opposizioni ma anche dal suo partito non mi puó dare tranquillitá.

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  3. Mi permetto di commentare in modo altrettanto serio. Sono un (ex?) elettore del m5s. Ho risposta molta fiducia in quella che il m5s poteva rappresentare. Fino ad un anno fa avrei difeso a spada tratta molte delle scelte fatte dallo stesso ma da un anno a questa parte la delusione è aumentata tanto da essere sempre più critico.

    Quel che scrivete in questa critica ha un suo senso. Cercherò con altrettanta criticità di rispondere ai 5 punti.

    1. Qua c’è poco da difendere. Il regolamento imposto è sbagliato e troppo rigido. In un sistema che funziona correttamente dove maggioranza e minoranza lavorano per il bene di un territorio non dovrebbe servire nulla di tutto ciò per garantire il programma elettorale. L’opposizione dovrebbe lavorare per smussare le linee di una maggioranza in maniera che si possa lavorare per il bene comune. In Italia, purtroppo, non è possibile almeno in questo periodo storico/politico. Ne è la dimostrazione altrettanto lampante della poltiica portata avanti dal governo Renzi che forte anche di una maggioranza più o meno corposa, va per la sua strada.
    Mi permetto però di criticare solo una cosa:

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    Non è forse quello stesso organi centrale l’equivalente di un partito? Non abbiamo già assitito a partiti che hanno tolto “la fiducia” ad un loro candidato e di fatto hanno porta alla caduta della sindaco o della figura analoga?

    Forse l’unica cosa davvero ridicola è la multa, che non serviva assolutamente a nulla se non a mettere paura.

    Sarebbe bastato mantenere per certi verso la linea già applicata, togliere l’uso del simbolo (che equivale a togliere la tessera di partito) o a esprimere il dissenso nei confronti di tale persona o giunta al fine di delegittimare il loro lavoro. E’ quello che già accade, ed è quello che civilmente dovrebbe accadere.

    Il problema di fondo è forse legato al punto 3, è stato scelto il sistema sbagliato per la selezione delle persone. A mio avviso è stato scelto di accettare qualsiasi tipo di persona oltre che è stata fatta una scelta sul tipo di elettorato a cui rivolgersi per creare “l’abbondanza di voto”: un elettorato scontento, poco propositivo, e poco politicamente colto. In sostanza un elettorato impulsivo, a cui basta facebook per informarsi, poco critico e molto gregge.

    Non che sia del tutto sbagliato, resta la fetta più grande di elettorale per ogni partito/movimento politica, forse l’errore è stato quello di non coltivare e mediare con il restante elettorato più attento, più critico e forse addirittura più insoddisfatto.

    2.
    La conclusione seppur sbrigativa potrebbe anche essere corretta. Resta da valutare se davvero possa essere così. In fondo ogni amministrazione di qualsiasi schieramento, si affida ad un proprio (o esterno) ufficio legale per valutare i rischi o i modi di incanalare una decisione dell’amministrazione.
    Qualora l’organo esterno dovesse essere centralizzato, non è detto che i tempi si protrarrano più del dovuto poichè verrà fatta dallo stesso team sia la verifica della linea (del programma) dell’amministrazione che quella legale.
    In altro, se ogni decisione dovesse essere vagliata da due organi, concordo che i tempi potrebbero potarsi.

    3.
    Anche qua si fa una deduzione, a mio avviso, forse fin troppo semplificata. Se concordo sul metodo sbagliato di raccolta dei voti, non concordo sulla selezione delle persone che affiancheranno il sindaco eletto. Fate riferimento alle “tessere più vecchie” ma, sottovalutate il fatto che spesso quelle tessere sono anche quelle che per prime si date da fare sul territorio, che lo conoscono, che magari da anni lavorano nei “meetup” per promuovere il programma del m5s. Insomma sono forse le persone più adeguate a seguire nel suo percorso l’eletto. Ma queste persone non sono sufficienti, sono il primo a pensare che molti ruoli chiave necessitino di figure tecniche e queste figure dovrebbero essere ricercate fra coloro che condividono il programma del sindaco e del movimento altrimenti non avrebbe senso la “posizione politica”. Ed anche qua mi ritrovo in fondo a comprendere la scelta di una selezione che avvenga attraverso un organo del movimento stesso. Potrà dare risultati falsati? Si forse. Non ci trovo nulla di male. In fondo anche la selezione delle persone in altri partiti quando funziona avviene proprio attraverso organi interni anche se in rarissimi casi è una scelta tecnica e sempre più spesso lo è prettamente politica e clientelare. Ma “gli altri” non lo dichiarano, non lo scrivono non lo “pubblicizzano”. Secondo voi è stato il PD milanese a proporre Sala o quello che sarà il suo staff?

    E’ un metodo diverso, è un metodo che non può piacere è un metodo che ancora non da nessuna certezza ne di successo ne di fallimento.

    4.
    Il m5s correrà da solo ma ha sempre sostenuto che accetterà l’aiuto di chiunque sulle singole leggi discusse. Se la posta in ballo è io ti voto ma tu mi dai qualcosa in cambio… beh di cosa stiamo parlando? Vogliamo mantenere lo status quo che negli ultimi 30 anni ci hanno portato a questa situazione? Vogliamo continuare a credere che in fondo non è stato questo modo di condurre le cose che hanno portato alla corruzione?
    Capisco che fa paura il cambiamento ma, da qualche parte anche con gli errori, occorre pure cominciare.
    Questi errori saranno peggio dello status quo? Non lo sappiamo.
    A Parma è stato dimostrato che una “conduzione” diversa rispetto alle precedenti amministrazione è stata possibile. Ed è stata possibile anche negli altri comuni “5 stelle”. Maggioranza risicate? Si vero, ma maggioranza che alla fine lavorano e producono. Dissidenza? Certo! Che cosa ci si aspettava da un movimento che ha messo insieme gli scontenti di tutti gli altri partiti fino ad oggi presenti?

    5.
    Credete davvero che la colpa sia della giunta nei casi di “possibile fallimento”? Certo avranno le loro colpe ma se pensiamo a come sono andate le cose fino ad oggi, dovremmo pur riconoscere che qualcosa è cambiato. Fino alla giunte precedenti, i comuni, le regioni, le province in dissesto ricevevano soldi a pioggia direttamente dal governo centrale. Nessuno si scandalizzava più di tanto, io per primo ritengo che dovrebbe essere SEMPRE così. Oggi il governo centrale è l’antagonista del 5 stelle sia attivo che passivo, nel senso che se può, il governo centrale si nasconde dietro “il patto di stabilità” per non aiutare e contemporaneamente mette decreti ad hoc per aiutare invece i comuni o le regioni allineate o addirittura e forse ancora peggio, alcune situazioni allineate continuano a funzionare grazie agli amici deli amici del politico. Sulle situazioni di illegalità non c’è difesa che tenga, è il principio cardine del m5s e le situazioni attestate tali DEVO essere “punite” secondo regolamento. Sui metodi con cui le giunte a 5 stelle stanno cercando di risanare i proprio conti non ce la si può prendere. Se fino ad oggi per garantire i servizi si è continuare a fare debiti con banche compiacenti i governi che si sono susseguiti non è colpa del m5s.

    Forse la critica maggiore che posso fare è quella che mi ha portato a non riconoscermi più nel modo in cui il m5s ta crescendo, è che non si è mai ammesso di aver commesso errori, non si è ma chiarito definitivamente e congiuntamente un regolamento interno definito e chiaro ma si è scelto di applicare “ad personam” alcune regole più o meno definite. Sbagliato. Col crescere dei consensi era necessario creare definitamente una struttura anche NON politica che potesse affrontare tutte le difficoltà a cui il m5s è andato incontro.

    Riassumendo: votando il m5s stelle mettere i comuni in mano a persone che potrebbero avere ottime doti amministrativo o che potrebbero non averne. Tali persone sono state celte con una manciata di voti MA il numero di voti con cui sono state scelte altri candidati sindaci non sono mai stati garanzia di qualità. La paura dell’ignoto è comprensibile MA va ricordato che qualsiasi sindaco è soggetto alla spada di Damocle che il proprio partito impone. La differenza è che un sindaco va contro il suo partito non pagherà mai in prima persona ma probabilmente diventerà “l’eroe” e il nuovo tesserato del partito di opposizione ma, lasciamo il complottismo ai “grillini”.

    Tutto sommato quello che c’è da chiedersi è: sono disposto a riporre la mia fiducia in un cardine strettissimo di regole e posizioni?
    Sono disposto a rinunciare a miei ideali per premiare una parte di quelli condivisibili col m5s? Sono disposto ad accettare il fatto che potrà accadere che un organo superiore all’eletto decida che il sindaco non sta seguendo le regole “scritte” in precedenza?

    La mia risposta è questa: con le regole scritte oggi IO non voterei un sindaco 5s MA non voterei neanche nessun altri sindaco politicamente schierato.

    Si potrebbe discutere a lungo sull’argomento, spero solo di essere riuscito a dare uno spunto di riflessione sull’argomento.

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