Il lato oscuro della comunicazione 5 stelle

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La forza propulsiva del Movimento 5 Stelle è stata sin da subito l’incredibile capacità comunicativa, inizialmente attraverso il megafono dei comizi di Grillo e i post del blog, poi via via in maniera sempre più liquida e diffusa attraverso tutti i social media. Gli slogan del Movimento viaggiano ormai giornalmente di bacheca in bacheca, in un mix di attacchi al governo, celebrazioni delle mirabolanti imprese pentastellate e promesse elettorali che fanno impallidire il milione di posti di lavoro di Berlusconi. 

Ci son voluti tre anni e il sorpasso nei sondaggi perché Renzi se ne accorgesse, decidendo di affrontare il problema durante la direzione del PD. Purtroppo per lui sbagliando sia la citazione di Casaleggio, «Ciò che è virale è vero», sia il post (bufala) scelto come esempio sui 3000 dirigenti licenziati dalla Appendino. Il doppio errore del premier ha permesso a Casaleggio Jr. di rimandare le accuse al mittente con annessa minaccia di querela, sviando abilmente l’attenzione dalle numerose ombre della macchina comunicativa dei cinque stelle.

Il post bufala sulla Appendino infatti non è altro che una caricatura delle migliaia di post simili rilanciati giornalmente dalle pagine dei volenterosi attivisti 5 stelle. Queste pagine sono centinaia,  tutte rigorosamente non ufficiali, ma con nomi come M5S Unica Speranza d’Italia, Italia a 5 StelleVogliamo il Movimento 5 stelle al governo, Club Luigi Di Maio, W il M5S. Dopo la “svolta istituzionale” del Movimento, volta a conquistare i voti degli elettori moderati, a queste pagine è rimasto il compito di mantenere la fidelizzazione dell’elettorato “incazzato” del movimento, il popolo del “Vaffanculo Day”, quello dei commenti sessisti sul famoso post “Cosa faresti se ti trovassi in macchina la Boldrini“.

Queste pagine mettono effettivamente in atto la strategia maldestramente denunciata da Renzi, «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità», ma lo fanno in maniera tale che nessuna di queste bugie possa essere ricondotta agli organi ufficiali del movimento. In caso di post violenti, diffamanti, o riportanti notizie palesemente inventate, gli esponenti M5S possono serenamente tirarsi fuori dalle polemiche dichiarando che tali pagine non sono in alcun modo legate a loro. Allo stesso tempo l’utilizzo del logo “Cinque Stelle” in tutte queste pagine lascia agli utenti meno smaliziati l’idea di trovarsi davanti a una pagina ufficiale gestita dal Movimento.

E’ evidente che tale strategia non puó essere casuale, come dimostra anche il fatto che spesso e volentieri il sito di notizie TzeTze.it, gestito dalla Casaleggio Associati, condivide  i post di queste pagine, in modo da dare loro maggiore visibilità, stando però ben attento ad evitare tutti i post piú controversi.

di maio
Siamo di fronte a un canale di comunicazione parallelo a quello ufficiale, gestito in maniera professionale, che nutre i peggiori istinti dell’elettorato semplificando i contenuti e riducendoli a degli slogan sensazionalistici ripetuti ossessivamente. Un continuo lavaggio del cervello che milioni di persone subiscono giornalmente e che ha costruito nelle loro menti un mondo immaginario diviso in eroi senza macchia (5 Stelle)  e in perfidi ladri corrotti (PD) degni dei peggiori insulti.

Una rete di informazione senza alcun controllo, il cui unico obiettivo è fomentare i peggiori istinti dell’elettorato pur di guadagnare qualche voto sfruttando la disperazione e l’ignoranza delle persone. Un’operazione irresponsabile che non considera le terribili conseguenze che può portare la radicalizzazione di un elettorato già provato dalla crisi. Un’operazione di cui il M5S è quantomeno complice, se non artefice, visto che non ha mai preso ufficialmente le distanze da questo tipo di propaganda.

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