Rousseau e i pericoli della democrazia 2.0

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Son passati quasi tre mesi dalla morte di Gianroberto Casaleggio, e finalmente si inizia ad avere una visione più precisa di quella che è stata definita la sua eredità, ovvero il sistema operativo Rousseau che, assieme al nuovo “Blog delle Stelle“, dovrebbe sostituire il blog di Beppe Grillo come piattaforma online del Movimento e permettere l’inizio della tanto agognata democrazia del web.

E in effetti Rousseau, un semplicissimo portale web con pagine statiche e possibilità di interazione limitate, rappresenta fedelmente l’eredità politica di Casaleggio: un gigantesco specchietto per le allodole utile solo a proseguire l’illusione di una democrazia interna al Movimento 5 stelle.

Tralasciando la sezione per le “Votazioni online” (davvero ci credono ancora dopo la farsa della legge Cirinnà e del reato di clandestinità?), lo “Scudo della rete” (qualcuno ne ha mai usufruito, oltre a Grillo?) e la “Raccolta fondi” (non bastavano quelli dei banner?) la novità principale è sicuramente la sezione “Lex Iscritti” che permette  agli attivisti di contribuire al programma politico del movimento attraverso la proposta di nuove leggi.

Qualcuno potrebbe obiettare che la proposta di nuove leggi dovrebbe essere fatta seguendo un programma di governo organico, o che sia necessario avere almeno una discreta conoscenza del diritto costituzionale, ma questi non sono problemi che possono fermare i volenterosi legislatori grillini, ansiosi di dare il loro contributo alla rivoluzione pentastellata sotto forma di 128 nuove proposte di legge.

Più che proposte di legge, in realtà si tratta di semplici abbozzi di poche righe sugli ambiti più disparati, che spaziano da argomenti ultra-specialistici come il copyright delle pubblicazioni scientifiche finanziate con fondi statali, a quelli terra-terra come la legalizzazione della prostituzione. (ne trovate un’ottima selezione in questo articolo su NextQuotidiano). Tutte queste leggi sono state poi sottoposte a una votazione online della durata di due giorni (!), senza alcuna discussione preventiva; le due più votate verranno poi sviluppate e portate in parlamento dai “ragazzi meravigliosi” del Movimento.

Se qualcuno pensa che i rischi per la nostra costituzione siano solo quelli del referendum di Ottobre, lo invito a leggere la proposta di legge vincitrice del mini-concorso: “Legge costituzionale per l’introduzione del vincolo di mandato“. Proposta da un pensionato di La Spezia, con esperienza di “Cittadino che si informa“, la legge ha l’obiettivo di “Evitare il proliferare di poltrone e di partiti” attraverso l’introduzione del vincolo di mandato, modificando quindi l’articolo 67 della Costituzione.

Se vi chiedete come mai sia questa la priorità principale degli attivisti pentastellati, evidentemente vi siete persi tre anni di vergognose campagne di diffamazione sul Blog di Grillo contro tutti i dissidenti espulsi dal Movimento. I “cittadini che si informano”, dopo un simile martellamento, sono ormai convinti che chiunque dissenta dal lider maximo debba “dimettersi e fuoriuscire dal partito, movimento o associazione senza avere la possibilità di ricandidarsi“; manca la pubblica gogna e siamo pronti per il medioevo. Inutile spiegare perché una simile legge nelle mani di Grillo sarebbe un colpo mortale alla democrazia, faccio solo notare che in tutto il mondo civile vige soltanto in Portogallo, a Panama, in Bangladesh e in India (la bufala “la Francia non ha il vincolo di mandato già dal 1871” è il perfetto esempio del livello di istruzione dei nostri novelli costituzionalisti).

Qualche anno fa, Paolo Ercolani scriveva sul Manifesto: <<Casaleggio non ha portato la politica in Rete, ma la Rete, con tutto il suo carico (..) di incompetenza, ignoranza, superficialità, volgarità, rozzezza, in politica.>>. Ecco, Rousseau punta a fare il passo successivo e regalare il potere legislativo a una Rete che si informa solo sul “Blog delle Stelle” ed è quindi completamente influenzabile da chi ne controlla la linea politica. L’unica speranza è che questo “sistema operativo” continui ad essere un semplice gioco di ruolo online per distrarre gli attivisti, e che a nessuno passi davvero in mente di metterlo davvero in funzione.